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Cinema

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RECENSIONE
Radio America (2006)
 
RADIO AMERICA
di Robert Altman,
con Garrison Keillor, Woody Harrelson, Meryl Streep, Kevin Kline, Tommy Lee
Jones, Virginia Madsen, John C. Reilly, Lily Tomlin, Lindsay Lohan.


Voto (da 1 a 5): ** ½


Ma sì, apriamo il Cineforum! Allora, dopo aver assistito alla visione di
questo ultimo film di Altman (regista che spesso adoro, ma non sempre e a
tutti i costi...), esterno le mie perplessità via Sms al buon vecchio Garbo
il quale, non potendo farmi compagnia in un feriale pomeriggio d'agosto, lo
avrebbe visto solamente il giorno seguente.

Dopo la sua visione mi arriva questo messaggio: "Secondo me è un film con un
po' di messaggi che vanno interpretati, sembra quasi il suo addio
cinematografico... e forse per capirlo fino in fondo bisognerebbe essere
americani e conoscere il mondo delle radio country del Midwest...".

Non sono d'accordo e spiego il perché: intanto il film è scritto da chi quel
programma radiofonico lo ha fatto e lo continua a fare (nel film è proprio
il serafico presentatore dello show) e la storia è tratta da un fatto in
parte accaduto, poi l'energico Altman -pur avendo la bellezza di 81 anni- si
toccherebbe i gioielli di famiglia leggendo quanto mi ha scritto il funesto
Garbo e, ancora, i "messaggi" mi sanno un po' troppo di didascalico, con
quell'Angelo della Morte (ah, Virginia Madsen, altro che impermeabile bianco
in "The Hot Spot"...) che veglia sulla fine di un'era e degli uomini che l'
hanno vissuta, per far posto al nuovo che avanza da chissà quale posto per
il solito bieco guadagno di una delle tante aride "Compagnie"; ed infine la
radio e la musica country: non ho avuto alcuna difficoltà ad "entrare" nel
film pur non essendo americano, anche perché trovo il genere molto piacevole
(pur prediligendo il "country West Coast") e l'ingenuotto spettacolo spanne
sopra a quei beceri bagaglini nostrani.

Il fatto è che pochi come l'ottuagenario regista sarebbero in grado di
coordinare cast di questa risma senza soccombere, ma qui mi è sembrato che
fosse proprio tutto il film ad essere sopraffatto da una sorta di
autocompiacimento collettivo; sì, ok, "carino", "piacevole", "godibile", ma
insomma... non ha aggiunto nulla più che un sorriso al lavoro di un Autore
che in altre pellicole aveva già detto (quasi) tutto.

DA TENERE:
Il cast in blocco, con Meryl Streep che svetta per qualità vocali (sembra
proprio che si sia divertita un mondo in questa parte e chi l'ha vista ne
"Il Diavolo veste Prada" dice che abbia ritrovato una seconda giovinezza
proprio nella commedia).

DA BUTTARE:
Certi schematismi e stereotipi (la "Compagnia", il "tagliatore di teste", il
parcheggio, "ah che bei tempi quelli"...) che il debuttante sceneggiatore
Garrison Keillor (classe 1942) non ha saputo evitare.

CONSIDERAZIONE FINALE:
Altman lo si deve andar a vedere, sempre e comunque: mal che vada avrete
visto un film discreto, ma mai tutto da buttare.


BenSG
 
Di BenSG
 
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